Lo ammetto, da quando la Bit si è trasferita dalla vecchia fiera alla nuova di Milano, io non sono più andata. Perchè? Perchè non aveva alcun senso sbattersi tanto per incontrare le persone che vedo in continuazione.
Il vero problema è che ormai alla Borsa Internazionale del Turismo ci si va solo per stringere mani. Tutti parlano di turismo in continuazione e poi non si può non andare e non fare un salto alle cene istituzionali, che sono tutto un magna magna (nel vero senso della parola) con le solite persone di sempre.
Idee nuove? Poche.
Affari reali? Neanche l'ombra.
E quindi: da qualche anno, lo ammetto, io non vado.
Ne scrivo, come sempre, come tutti, ma senza l'enfasi che ci mettevo un tempo. Insomma: NON CI CREDO PIU'. Non nel turismo, in quello credo, ma nelle fiere che parlano di turismo senza farlo, sì.
I commenti vanno tutti nella stessa direzione: "non serve più, ma vado lo stesso".
Gli investimenti si sono dimezzati e le transazioni quasi annullate. Il dato ufficiale segna un più 6% di presenze in fiera, però, però tutto sommato sono dell'idea che serva una ventata d'aria fresca.
Il Ministro al turismo ci ha provato a dirlo, però poi è stata richiamata a Roma dal Premier (Silvio, ovviamente) per votare in Parlamento.
E allora niente, una cena, mille inviti, qualche dato e quel non so che che solo le fiere lasciano dentro. Che sia malinconia? Totò cantava "Miss, mia bella miss..." e io credo proprio che sia venuto il tempo di cantare "Bit... mia bella Bit".
Cambiano i tempi e anche i costumi (compresi quelli da bagno, si intende). Per fortuna!