domenica 16 maggio 2010

E piove

Il post potrebbe anche finire qui. Perchè siamo a maggio inoltrato e per ora di affari al mare se ne sono fatti pochi. Molti operatori turistici sono preoccupati e non è il solito lamentarsi di albergatori e bagnini. C'è qualcosa nell'aria. Che rimane fredda, per la pioggia e per le temperature cadute a picco negli ultimi quindici giorni. Dal primo maggio ad oggi non c'è stato spazio nemmeno per un fine settimana di sole e al mare i turisti non ci sono. Le prenotazioni sono discrete, non eccellenti, ma buone. Luglio sarà pieno, tempo permettendo, e a quanto pare anche la seconda quindicina di agosto. Ad andare male sarà la settimana centrale di agosto, perchè è la più cara e, per ora, la fine di maggio e di giugno. Il turismo è ancora troppo legato alla colonnina di mercurio e per ora...piove.

domenica 25 aprile 2010

Il Modello di Tonino

Dici turismo e pensi subito Tonino Batani. L'uomo che si è comprato il Grand Hotel, ma anche l'imprenditore che ogni anno da cinque anni organizza una serata di galà degna della miglior capitale europea, cinquecento invitati in abito da sera nella grande sala del Palace Hotel, a Milano Marittima, uno dei cinque stelle che fanno capo alla famiglia Batani, che onorano il grande giornalismo italiano. Ha voluto chiamarlo "Cinque stelle al giornalismo", come a dire che nel ricettivo, così come sulle pagine dei giornali la qualità conta davvero. Ed è così. Cristina Parodi, premiata nel 2009 lo ha ricordato ieri sera, vestita in nero e con un sorriso sincero. Batani è unico, anche perchè sa riunire attorno a sè amici che sono simili a lui: Francesco Amadori, Nerio Alessandri in prima fila. Imprenditori capaci e intelligenti che, proprio come Batani, sono ispirati da un modello che può apparire unico al mondo: quello romagnolo. Che il modello sia unico lo si nota subito, da come Tonino saluta, pieno di affetto sincero, sull'ingresso del Palace ogni suo ospite, facendolo sentire veramente speciale. Di speciale la serata del 25 aprile in casa Batani ha tante cose: il compleanno di Tonino Guerra (sono 90 le candeline da spegnere), quello di Giorgio Mulè, premio "cinque stelle" 2010, solo per fare un paio di esempi. In più c'è quel non so che di unico che solo Batani sa comunicare, con la moglie e la figlia, quella piccola, sempre al suo fianco, perfetti padroni di casa che sanno unire glamour a tradizione, accoglienza ad eleganza.

martedì 13 aprile 2010

Il turismo in Italia e in Emilia-Romagna

E' appena uscito, per i tipi di FrancoAngeli un bel libro "Il turismo in Italia e in Emilia romagna", con testi di Becheri, Bonini, Dall'Ara, De Podestà, Pasi, Taiti, Vavassori. Considerando che sono quasi tutti amici ho grandi, grandissime aspettative. L'ho ricevuto oggi, qualche giorno e vi dirò. Evviva il turismo!

venerdì 5 marzo 2010

Di solo turismo si muore

Sembra proprio che domani nevicherà ancora. D'altra parte il freddo e il grigio stanno diventando costanti delle nostre città. Il vero problema è che molte di loro senza turisti sono realmente fredde e grige.
C'era un amico tempo che fa che continuava a ripetere che "di solo turismo si muore".
Ecco, io penso che costui avesse ragione.
Penso che alle nostre città servano più idee e meno cemento. Più poeti e meno geometri, più opportunità e più prodotti.
Tutte le nostre città sono bi-fasiche. Vive e piene (pure troppo) d'estate. Morte e vuote (d'inverno).
Ma possibile che in tanti anni nessuno si sia posto questo tema: cosa c'è oltre il turismo?
E, se rendiamo più vive e vere le nostre città, magari potranno piacere di più anche ai turisti?
Ne sono convinta, di solo turismo si muore. Per questo serve anche altro.
Un diversivo?
Basterebbe un pò di cuore.

lunedì 22 febbraio 2010

Bit...mia bella Bit

Lo ammetto, da quando la Bit si è trasferita dalla vecchia fiera alla nuova di Milano, io non sono più andata. Perchè? Perchè non aveva alcun senso sbattersi tanto per incontrare le persone che vedo in continuazione.
Il vero problema è che ormai alla Borsa Internazionale del Turismo ci si va solo per stringere mani. Tutti parlano di turismo in continuazione e poi non si può non andare e non fare un salto alle cene istituzionali, che sono tutto un magna magna (nel vero senso della parola) con le solite persone di sempre.
Idee nuove? Poche.
Affari reali? Neanche l'ombra.
E quindi: da qualche anno, lo ammetto, io non vado.
Ne scrivo, come sempre, come tutti, ma senza l'enfasi che ci mettevo un tempo. Insomma: NON CI CREDO PIU'. Non nel turismo, in quello credo, ma nelle fiere che parlano di turismo senza farlo, sì.
I commenti vanno tutti nella stessa direzione: "non serve più, ma vado lo stesso".
Gli investimenti si sono dimezzati e le transazioni quasi annullate. Il dato ufficiale segna un più 6% di presenze in fiera, però, però tutto sommato sono dell'idea che serva una ventata d'aria fresca.
Il Ministro al turismo ci ha provato a dirlo, però poi è stata richiamata a Roma dal Premier (Silvio, ovviamente) per votare in Parlamento.
E allora niente, una cena, mille inviti, qualche dato e quel non so che che solo le fiere lasciano dentro. Che sia malinconia? Totò cantava "Miss, mia bella miss..." e io credo proprio che sia venuto il tempo di cantare "Bit... mia bella Bit".
Cambiano i tempi e anche i costumi (compresi quelli da bagno, si intende). Per fortuna!

domenica 14 febbraio 2010

Senza limiti

Scrivo dalla suite di un hotel che si trova a Igea Marina. E' un albergo completamente privo di barriere architettoniche, con Internet e Sky liberi, ottima colazione e bella sala da pranzo. La Spa non è grandissima, ma è molto ben curata e, nonostante la temperatura non proprio tropicale, è pieno. Che siano davvero i servizi e la qualità a fare la differenza? A dire il vero inizio a pensarlo. Il turismo senza limiti ci piace molto!

venerdì 29 gennaio 2010

Ebbbravo Filippo!

Da Ravenna a Roma: da imprenditore a presidente. E’ questa la storia di Filippo Donati, imprenditore ravennate di 49 anni, da pochi giorni ai vertici nazionali di Assohotel, l’associazione albergatori di Confesercenti.
Assohotel rappresenta circa il 40% degli albergatori italiani, con un giro d’affari miliardario e poco più di un milione e mezzo di dipendenti. Il Pil del turismo è attualmente fra l’11 e il 12%, ma a più riprese il Presidente del Consiglio, Sivio Berlusconi ha detto che vorrebbe portarlo al 20%.
“Il turismo non è ancora considerato come una vera industria – afferma Filippo Donati – ma visti i numeri dovrebbe avere lo stesso peso. L’obiettivo di Berlusconi è anche il nostro. Ma prima di fare questo salto occorre fare il punto sullo stato dell’arte. E’ vero che il turismo è l’unico settore nel quale la crisi non si è ancora sentita, ma dobbiamo iniziare a valutare non solo i dati di arrivi e presenze, bensì quelli del fatturato. Il problema degli albergatori è che la redditività delle loro imprese si è molto abbassata in questi anni. Ciò nonostante siamo l’unico settore che non delocalizza e che è pronto ad investire nella qualità del Paese”.
Dato questo che arriva proprio da Confesercenti. Secondo l’associazione di categoria l’88% degli albergatori è pronto ad investire nelle proprie aziende e l’84% è disponibile a far aggregazioni con altri albergatori. “Si tratta di risposte alla crisi – spiega Donati – e di strategie utili a riqualificare le strutture alberghiere. Senza alberghi non si po’ fare impresa e senza impresa non esiste il turismo”.
L’Emilia Romagna è la regione dove il turismo è diventato impresa. “Credo che la scelta sia caduta su di me – spiega Donati – proprio per il fatto che vengo dall’Emilia Romagna, cioè una regione nella quale si mastica turismo sin da piccoli. Per me è stata fondamentale l’esperienza nell’associazione regionale e in particolare quella nel tavolo di concertazione”.
Due i temi sui quali il presidente di Assohotel laverà sin da subito: l’anti-incendio, fondamentale per le imprese del settore turistico e il nuovo contratto di lavoro.
A Filippo Donati i nostri complimenti e un grande, grandissimo IN BOCCA AL LUPO!

giovedì 14 gennaio 2010

Fatti più in là

Ricordate la canzone? Bene, penso che sia venuto il momento di rispolverarla, se non vogliamo che il nostro turismo muoia. A Cervia la stazione è stata chiusa, con buona pace di tutti, pendolari e turisti. Turisti? Scusate, volevo scrivere escursionisti della domenica, che vanno e vengono da Cesena, Forlì, quando va proprio bene, bene, bene Imola. L'ultima volta che sono stata a Parigi per poco non finivo sotto una macchina. Perchè? Perchè in centro tutti i taxi sono elettrici e quindi non fanno rumore. La Mercedes ne ha venduti migliaia in Francia. Sono auto fantastiche, silenziose e...pensate non inquinano. Certo l'ultima volta che sono stata a Parigi ho dormito al Ritz e non alla pensione Mariuccia e poi lì c'è Sarkò, con Carlà e noi qui invece solo trans, qualche escort (leggi puttana) e il solito Mister B. Però quello che fa la differenza è, appunto, l'idea. Quale? Ma il "Fatti più in là", cioè lo spostare in avanti la prospettiva. E l'unica prospettiva possibile è quella di portare i turisti in Riviera in treno e poi magari di far trovare loro mezzi elettrici. Parigi ci è già arrivata, chissà che noi, pian piano non riusciamo a convertire la pensione Mariuccia finalmente in un hotel e la nostra idea di turismo in qualcosa che vada un pò più in là e che, soprattutto, veda un più lontano. Nel futuro c'è maggiore rispetto per l'ambiente, meno traffico, meno auto. Soprattutto più idee. Eccone una.

sabato 9 gennaio 2010

Come NON fare turismo

Gridare 'al lupo, al lupo' si sa, è tipico di due categorie di persone: i contadini e gli operatori turistici. Così tutti gli anni sembra proprio che vada sempre peggio, perchè tutti gradano 'al lupo, al lupo' e piangono, poi in realtà si scopre (per chi non lo sapeva) che negli anni di vacche grasse il ricavo si misurava in appartamenti comprati (cioè una classica mossa di anti-turismo). In altri termini da queste parti se la stagione va così così si grida 'al lupo, al lupo', se va bene tutti zitti e aumentano gli appartamenti di famiglia. Così in questi anni nei quali il turismo, quello vero, è cambiato sul serio nessuno crede più a niente, nemmeno a chi piange. D'altra parte ormai amministratori pubblici e operatori privati sono maestri di come NON si fa turismo. Un esempio? Prendiamo Milao Marittima dal 25 dicembre al 9 gennaio. Vuota. Vuota con hotel chiusi, negozi (quasi) anche e in giro solo gelo e musi lunghi, pini caduti dalla tanta neve e nessuna idea concreta per guardare avanti. Salvo polemiche, certo, che equivalgono a gridare 'al lupo, al lupo' e che purtroppo i turisti li tengono lontani. Dove sono finiti i geni del turismo? Dove quelli che si rimboccavano le maniche e dicevano "se non l'abbiamo, lo facciamo?" Dove i pioneri? E dire che di gente in giro ce ne era e tanta. Cesenatico sa essere luogo caldo nel quale si vive bene e anche città turistica, Ravenna fa quel che può, tira fuori il Mare d'inverno, investe, prova ad andare avanti, ma senza grandi hotel è dura. Rimini sta. Riccione e Cattolica sono vive. Quello che mi chiedo è: cosa è successo? Perchè non sento il fermento di sempre? Perchè non vedo nuove idee (o in loro mancanza vecchie idee rispolverate ad arte)? Perchè non si pensa già alla futura stagione e a quella dopo? E se avesse preso il sopravvento il NON saper più fare turismo? Qualcosa del tipo, faccio pagare una cauzione sulla prenotazione, me ne frego dell'anti-sismico, tanto qui mica succede niente e affanculo anche la raccolta differenziata, tiriamo invece sugli acquisti. Evviva il pomodoro in latta da 5 litri, poca spesa e tanta resa. E via dicendo. Ma tutto questo è proprio come NON fare turismo. E intanto a Cortina si brinda e a Grancanaria festeggia. I flussi turistici sono in aumento nel mondo ogni anno dal 3 e 5%. Qui si comprano appartamenti, oppure si grida 'al lupo, al lupo', senza considerare però che ormai tutte le pecore sono scappate per destinazioni dove il turismo è ancora una roba seria.